La ramificazione fine del bonsai è una delle qualità che distingue una pianta giovane da un bonsai maturo. Un bonsai con ramificazione fitta e sottile ha l’aspetto autentico di un albero antico. Senza una buona ramificazione, anche il miglior tronco resta solo una promessa.
Dopo oltre vent’anni di coltivazione nel Sud Italia, ho capito che la ramificazione del bonsai non si costruisce in una stagione. Richiede anni di interventi mirati, di potature pazienti e di lettura attenta della pianta.
In questo articolo racconto come ottengo la ramificazione fine, quali tecniche uso, su quali specie funzionano meglio e quali errori vedo ripetere ai principianti.
Cosa è la ramificazione fine del bonsai
La ramificazione è la struttura dei rami secondari e terziari del bonsai. Più la ramificazione è fitta e sottile, più la chioma sembra naturale e matura.
Un bonsai con pochi rami grossi sembra giovane e poco curato. Un bonsai con tanti rami fini ben distribuiti dà la sensazione di un albero antico, ridotto in scala.
La ramificazione fine si ottiene stimolando la pianta a emettere getti secondari attraverso potature ripetute. Ogni taglio costringe la pianta a produrre nuovi rami, che a loro volta vanno potati per produrre altri rami più sottili.
Quando intervenire per la ramificazione del bonsai
Il momento principale per le potature di ramificazione varia con la specie. Per le latifoglie come olmo e carpino, la primavera dopo la prima emissione fogliare è il momento d’oro. La pianta ha vigore e risponde con seconda emissione abbondante.
Per le conifere come pino e ginepro, l’estate o l’inizio autunno sono preferibili. La crescita estiva è più contenuta e la pianta sviluppa una ramificazione più equilibrata.
Le potature troppo precoci, prima che la pianta abbia accumulato riserve, indeboliscono. Le potature troppo tardive, in autunno o inverno, non stimolano la seconda emissione e perdono la loro funzione di ramificazione.
La tecnica della potatura di mantenimento
Uso forbici sottili e ben affilate per tagliare i getti nuovi alla giusta lunghezza. In genere lascio due o tre internodi sui rami in formazione, due solamente sui rami già formati.
Il taglio va fatto subito sopra un internodo, in modo che la pianta risponda emettendo gemme da quel nodo. Lasciare un moncone troppo lungo crea zone secche che non producono nuova ramificazione.
La pinzatura dei getti tenero (quando ancora morbidi) è una variante più delicata, adatta soprattutto alle specie sensibili come l’acero palmato. Si toglie la parte tenera con le dita o con pinzette, mai con forbici.
La defogliazione come stimolo
La defogliazione totale o parziale è un altro strumento per stimolare la ramificazione. Togliendo le foglie di un ramo, la pianta è costretta a emettere nuovi getti con foglie più piccole e ramificazione più fitta.
Funziona molto bene su olmi, aceri tridenti e carpini. Sull’olmo cinese, ad esempio, una defogliazione parziale in primavera produce in poche settimane una nuova vegetazione molto più ramificata.
Su pini e ginepri, la defogliazione non si fa. Per queste specie, la cimatura delle candele (per i pini) o la pinzatura delle squame (per i ginepri) sostituisce la funzione.
L’esposizione e la concimazione
Una buona ramificazione del bonsai non si ottiene senza una pianta in piena salute. Il pieno sole, l’aria che circola e una concimazione equilibrata sono presupposti indispensabili.
Un bonsai in ombra produce rami lunghi con pochi internodi, esattamente l’opposto di quello che vogliamo. La luce intensa accorcia gli internodi e favorisce la ramificazione fitta.
Per dettagli sulla cura delle piante mediterranee da ramificazione, ho parlato anche della cura del bonsai di olivo, dove l’esposizione gioca un ruolo decisivo.
Errori comuni nella ramificazione del bonsai
Il primo errore è potare troppo presto. Una pianta giovane, ancora in costruzione, ha bisogno di lasciare crescere i rami in lunghezza per ingrossare il tronco. Potare per ramificazione su un bonsai non ancora pronto rallenta lo sviluppo.
Il secondo errore è potare in modo uniforme. Le zone più vigorose del bonsai vanno potate più drasticamente. Le zone deboli vanno lasciate stare. Una potatura uguale per tutta la pianta squilibra il vigore.
Il terzo errore è ignorare la salute generale della pianta. Una pianta debole non risponde alla potatura con seconda emissione. Conviene aspettare un anno di ripresa prima di intervenire.
Spesso vedo anche potature lasciate a metà, senza un piano. Un bonsai si lavora a tappe: si decide la struttura, si potano le zone che si vogliono ramificare, si lascia crescere per qualche settimana, poi si riprende.
Domande frequenti
Quanti anni servono per ottenere una buona ramificazione?
Dipende dalla specie e dalla pianta di partenza. Su un olmo cinese vigoroso, in due o tre anni si ottiene una ramificazione discreta. Su un pino, ci vogliono cinque o sei anni minimo.
Posso ramificare un bonsai in autunno?
Le potature in autunno non stimolano la ramificazione. La pianta sta entrando in dormienza e non emette nuovi getti. Meglio aspettare la primavera.
Come capisco se la mia potatura ha funzionato?
Tra dieci giorni e quattro settimane dovresti vedere nuove gemme emergere dai nodi vicino al taglio. Se non succede, la pianta era troppo debole o il momento era sbagliato.
Su quali specie la defogliazione è più efficace?
Olmo cinese, aceri tridenti, carpini, zelkove. Sono le specie che meglio rispondono e dove la seconda emissione produce foglie più piccole e fitta ramificazione.
Devo concimare di più durante la formazione della ramificazione?
No. Una concimazione equilibrata standard è sufficiente. Troppo azoto produce getti lunghi e foglie grandi, il contrario di quello che vogliamo per la ramificazione fine.

Roberto Liccardo is a bonsai artist and nurseryman based in Calabria, Italy, with over 20 years of hands-on experience in bonsai cultivation, styling, and sourcing. He travels to Japan to select trees directly from specialist growers and runs WeBonsai, an online nursery shipping handpicked bonsai across Europe. Passionate about both the living art of bonsai and the technology that brings it to a wider audience, Roberto combines traditional Japanese techniques with a modern approach to e-commerce, packaging, and customer care.
He is also a member of Bonsai Calabria, where he actively contributes to the association’s digital presence by managing its websites and online communication.