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Piccoli rigonfiamenti marroni sui rami

Quando vedo bozzi duri e cerosi attaccati a rami e fusti, che non vengono via con una semplice passata di dito, penso quasi subito alla cocciniglia. Sui bonsai è uno dei parassiti più ostinati.

Piccoli rigonfiamenti marroni sui rami

La cocciniglia è facile da ignorare. A differenza di afidi o ragnetto rosso, una volta che si sistema non si sposta più. Il suo guscio ceroso può sembrare una sporgenza della corteccia o una goccia di linfa secca, e così molti la notano solo quando i punti diventano decine, allineati lungo il ramo. Mi è capitato più volte che qualcuno mi portasse una pianta convinto fosse un problema di corteccia, e invece era cocciniglia lì da tempo, a succhiare piano piano.

Da noi al Sud la vedo spesso su piante passate in posti riparati e fermi. Un inverno in veranda, una serra con poca aria, un banco di vivaio dove il ricambio d’aria è scarso. Ginepri, pini e aceri sono fra i più colpiti, almeno per esperienza mia, ma ho tolto cocciniglie anche da melograni e olivi. Il materiale nuovo è una fonte classica. Una pianta che passa di mano in mano ha avuto più occasioni di prendersi qualcosa lungo il percorso.

Da sola, qualche cocciniglia sparsa non è una tragedia. Tre o quattro bozzi su un ramo in salute non mi fanno correre. Il problema arriva col tempo. Se la lasci stare, la colonia avanza lungo il ramo e poi sui vicini. Ogni insetto continua a sottrarre linfa, e un’infestazione forte si vede con chioma che si dirada, rami che deperiscono e, nel caso delle cocciniglie molli, anche quella patina appiccicosa di melata che poi porta la fumaggine. È lenta, ed è proprio per questo che passa inosservata.

Cause probabili

Infestazione di cocciniglia

Come riconoscerla: Piccoli bozzi marroni o grigi, fermi, aderenti a rami e rametti, spesso in fila sulle scanalature della corteccia dove l’insetto si è fermato per la prima volta. Se passo un’unghia sopra, si staccano con un po’ di resistenza e sotto vedo un corpo tenero e chiaro, non tessuto della pianta. Quello è il segno giusto, e la distingue da una semplice protuberanza della corteccia o da una lenticella. A volte sotto un gruppo fitto compare una lieve lucentezza appiccicosa. Quella è melata, e mi fa pensare soprattutto a cocciniglia molle, oppure ad altri succhiatori come afidi o cocciniglie farinose. La cocciniglia a scudetto, invece, di solito non produce melata.

Il rimedio: Prima tolgo a mano quello che riesco a raggiungere. Un pennello morbido o uno spazzolino vecchio aiutano a smuovere quante più scudetti possibile prima di trattare. Poi passo all’olio orticolo, dato bene, in modo da bagnare il ramo e soffocare quella copertura cerosa che protegge l’insetto dai contatti. Va ripetuto secondo etichetta, di solito mirando al momento in cui nascono i crawler, e io controllo ogni settimana, perché una passata sola raramente basta e il guscio protegge anche le uova. Qui in Calabria, e in generale nel Mediterraneo, faccio molta attenzione a non usare oli con caldo forte, gelo o pianta sotto stress da sete. Una pianta stanca si brucia più facilmente. Ginepri, aceri rossi, aceri giapponesi e conifere a foglia blu possono essere sensibili agli oli, soprattutto quelle azzurre, perché l’olio può rovinare la patina cerosa che dà il colore agli aghi. Prima provo sempre su una piccola parte. Su un ramo molto incrostato bagno bene tutte le pieghe della corteccia e le forcelle, senza far colare via il prodotto. È una questione di copertura, non di aumentare le dosi oltre il previsto.

Pianta debole o stressata

Come riconoscerla: La cocciniglia compare su una pianta che era già in difficoltà prima che arrivasse il parassita. Poca luce, irrigazione irregolare, rinvaso recente, problemi alle radici non ancora risolti. Per me raramente è una coincidenza. Una pianta vigorosa resiste meglio e offre un ospite molto meno comodo.

Il rimedio: Tratto la cocciniglia e, insieme, sistemo ciò che indebolisce la pianta. Se tolgo solo il parassita ma lascio il problema di fondo, apro la porta al prossimo attacco. Prima rimetto a posto acqua e luce, poi penso al concime. Concimare pesante una pianta già stressata spesso peggiora le cose. Quando la pianta riprende a fare crescita regolare, di solito è anche meno soggetta a nuove infestazioni.

Stadio crawler e diffusione della cocciniglia

Come riconoscerla: Se la prendo presto, posso vedere minuscoli puntini chiari, lenti, vicino a una colonia già presente invece dei bozzi duri veri e propri. Sono i crawler, la fase breve subito dopo la schiusa, quando i giovani insetti camminano ancora. Poi si fermano, scelgono un punto sulla corteccia e costruiscono quel guscio ceroso che dopo li rende molto più difficili da colpire. È anche così che si spostano: da un ramo all’altro, su un attrezzo, oppure trasportati dalle formiche che li allevano per la melata, un po’ come fanno con le cocciniglie farinose.

Il rimedio: Quello dei crawler è il momento migliore per intervenire, perché un insetticida sistemico o di contatto li raggiunge prima che il guscio si formi. L’olio orticolo funziona molto meglio se dato in questa finestra, rispetto a quando la colonia è già protetta. Però i sistemici non sono una soluzione valida in assoluto. Dipende dalla specie di cocciniglia, e la cocciniglia a scudetto in genere è più difficile da controllare in modo sistemico della cocciniglia molle, per via del modo in cui si alimentano. Se uso un sistemico, scelgo un prodotto autorizzato sia per la specie di pianta sia per il tipo di cocciniglia che sto trattando, e rispetto dosi, tempi e indicazioni per gli impollinatori, soprattutto sugli alberi in fiore. Se devo spostare piante o condividere attrezzi tra una pianta infestata e le altre, pulisco bene gli strumenti e tengo quella colpita un po’ separata finché non la rimetto sotto controllo. I crawler viaggiano più facilmente di quanto molti credano.

Come prevenirlo

La cocciniglia si vede tardi, quando la colonia è già partita. Per questo io passo spesso con gli occhi e con le dita sulla corteccia, lungo tutti i rami, più volte durante la stagione di crescita e non solo quando qualcosa sembra storto. Controllo con attenzione la parte inferiore dei rami orizzontali e le biforcazioni vicino al tronco. Lì si fermano volentieri, al riparo da pioggia e sole diretto. Le piante nuove meritano un controllo più serio di quelle già in collezione. Prima di metterle vicino alle altre, le guardo bene. Se posso, faccio pure una quarantena breve. Anche due settimane sole aiutano a far emergere un problema prima che si diffonda. E una pianta tenuta vigorosa, con acqua regolare e luce sufficiente, è comunque un bersaglio più scomodo.

Domande frequenti

Perché un normale insetticida spray non funziona sulla cocciniglia?

Gli adulti si proteggono sotto un guscio duro o ceroso che la maggior parte degli spray di contatto non riesce a penetrare. Quindi spesso lo spray colpisce solo i crawler presenti in quel momento, se sono esposti. L’olio orticolo agisce in modo diverso, soffocando l’insetto invece di dover attraversare la corazza. Per questo è più affidabile, soprattutto se dato nella fase crawler, prima che il guscio si indurisca.

La cocciniglia può uccidere un bonsai?

Un’infestazione leggera su una pianta sana di solito no. Ma se la colonia è forte e dura a lungo, soprattutto su una pianta già stressata da poca luce o da annaffiature sbagliate, può farlo. La perdita di linfa indebolisce la pianta poco per volta, ramo dopo ramo. Mi è capitato di vedere casi trascurati in cui interi rami sono seccati prima che il proprietario capisse davvero cosa stesse succedendo.

Qual è la differenza tra cocciniglia molle e cocciniglia a scudetto?

La cocciniglia molle ha una copertura cerosa sottile, fusa col corpo, e produce la melata appiccicosa che poi porta la fumaggine. La cocciniglia a scudetto costruisce invece un guscio più duro, separato dal corpo, e di solito non produce melata. Per la diagnosi è importante soprattutto questo: se vedo residui appiccicosi penso più facilmente a cocciniglia molle, mentre un bozzo secco e crostoso, senza appiccicosità intorno, mi fa pensare più alla cocciniglia a scudetto.

Come capisco se la cocciniglia è morta dopo il trattamento?

Stacco qualche vecchio scudetto con l’unghia. Una cocciniglia morta di solito è secca, fragile e vuota dentro. Una viva, invece, conserva ancora quel corpo chiaro e morbido. Attenzione però: i gusci vecchi possono restare attaccati alla corteccia per settimane dopo il trattamento. Quindi non giudico il risultato dal fatto che i bozzi siano ancora lì. Guardo piuttosto se ne compaiono di nuovi.

La cocciniglia passa anche alle altre piante vicine?

Sì, soprattutto nello stadio crawler, quando i giovani possono muoversi da soli, farsi portare dal vento, oppure viaggiare su un attrezzo, sulle mani o sulle formiche che li seguono per la melata. Se sto trattando una pianta infestata, la tengo un po’ separata dal resto della collezione e controllo bene anche quelle vicine, senza dare per scontato che siano pulite.

Qual è il periodo migliore dell’anno per trattare la cocciniglia sui bonsai?

Un olio dormiente a fine inverno, prima che parta la nuova vegetazione, può essere una buona scelta per le specie che passano l’inverno come ninfe o adulti sulla corteccia, perché li soffoca quando la pianta non ha foglie tenere da rovinare. Non è però una soluzione universale. Le specie che svernano come uova spesso non ne risentono molto, quindi conviene sapere, o capire, in quale stadio passa l’inverno la cocciniglia che hai davanti, prima di affidarti a quello come difesa principale. Durante la stagione di crescita, il momento migliore è quello dei crawler, subito dopo aver notato i primi puntini chiari vicino a una colonia già presente. È lì che ho più possibilità di fermarla prima che si formi il guscio protettivo.

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