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Buchi rosicchiati sulle foglie del bonsai

Se vedo buchi puliti, margini rosicchiati e nessuna scia viscida, penso prima a bruchi o coleotteri masticatori. Di solito non sono lumache, né insetti che succhiano la linfa.

Buchi rosicchiati sulle foglie del bonsai

È uno dei sintomi che vengono attribuiti più spesso all’insetto sbagliato. Qui, nel Sud, lo vedo di continuo: basta una foglia bucata e molti pensano subito a lumache o limacce. In realtà la differenza si legge bene se ci si ferma un minuto e si guarda da vicino.

I tripidi non fanno veri buchi. Lasciano piuttosto striature argentate, zone raschiate e un aspetto sbiadito della lamina. Le lumache e le limacce invece lasciano buchi irregolari e brutti, ma quasi sempre con una traccia di bava su foglie, rami o bordo del vaso. Se quella traccia non c’è, di solito sto guardando altrove.

Quando vedo buchi puliti o margini mangiati senza bava, il colpevole più probabile è un insetto masticatore. Spesso sono bruchi o coleotteri, ma possono entrarci anche tentredini, forbicine, cavallette, api tagliafoglie e, qualche volta, una malattia tipo shot-hole o un danno meccanico. Qui in Calabria, con caldo precoce e notti miti, questi attacchi partono spesso prima e durano più a lungo che al Nord, soprattutto su piante tenute all’aperto tutto l’anno.

Tra bruchi e coleotteri il disegno cambia un po’, anche se non è una regola rigida. I bruchi mangiano in modo più irregolare e spesso lasciano la foglia scheletrizzata, cioè con le nervature più dure e il resto consumato. Molti coleotteri fanno buchi più tondi o scavano tacche sul bordo della foglia. Alcuni, come il coleottero giapponese, lavorano di giorno in gruppo e possono scheletrizzare le foglie in modo molto simile ai bruchi. Una cosa che mi aiuta sempre è la presenza di piccole palline scure, il frass, sui tessuti o sulle foglie sotto il danno. Quello mi dice quasi sempre che sto avendo a che fare con un masticatore, non con un insetto che succhia la linfa.

Nella maggior parte dei casi il danno è più estetico che davvero grave, almeno su un bonsai sano e già ben avviato. Se però l’infestazione si ripete o diventa forte, la perdita di superficie fogliare comincia a pesare davvero. La buona notizia è che bruchi e coleotteri si vedono spesso, se si guarda nel momento giusto. Per questo la raccolta a mano non è una soluzione di ripiego. È spesso il primo intervento sensato.

Nel nostro clima mediterraneo conviene fare controlli più spesso in primavera e poi di nuovo tra fine estate e inizio autunno, quando molti masticatori sono ancora attivi e il caldo non ha ancora chiuso del tutto la stagione. Su piante vicine a siepi, orti, luci esterne o zone con molta vegetazione spontanea, il rischio sale ancora.

Cause probabili

Bruchi che si nutrono delle foglie

Come riconoscerla: Buchi irregolari nella lamina, a volte così estesi da lasciare la foglia quasi scheletrizzata, con solo le nervature più dure rimaste. Sul fogliame o sotto la pianta compaiono piccoli escrementi scuri, cilindrici o granulari. Il bruco spesso si trova con un controllo attento, soprattutto all’alba o al tramonto, quando molte specie si muovono di più e si mimetizzano meno.

Il rimedio: Raccolgo i bruchi a mano appena li vedo e controllo bene il lato inferiore delle foglie, perché di giorno molti stanno lì fermi e si confondono con il colore della chioma. Se l’infestazione è più forte di quanto riesca a gestire a mano, uso un prodotto biologico a base di Bacillus thuringiensis, il Bt. Funziona solo sui bruchi che mangiano il fogliame trattato e non danneggia api, coccinelle o altri utili. Però va usato con criterio: colpisce anche le larve di farfalle e falene non dannose, e non serve contro i coleotteri. Prima di trattare, quindi, devo essere sicuro che il problema siano davvero i bruchi.

Coleotteri adulti che rosicchiano i bordi o fanno buchi tondeggianti

Come riconoscerla: I segni sono spesso più tondi o con tacche sul bordo della foglia, anche se non sempre. Alcuni coleotteri mangiano di notte e il danno sembra comparire da un giorno all’altro. Altri, come il coleottero giapponese, sono attivi di giorno e lavorano in gruppo, scheletrizzando le foglie in modo che può ricordare il danno da bruco. Gli adulti si trovano a volte direttamente sulla pianta, oppure nascosti nel terriccio superficiale, tra foglie secche, nel pacciame o nelle fessure della corteccia.

Il rimedio: Prima identifico il coleottero, perché la strategia cambia da specie a specie. Per quelli che si nascondono di giorno, esco la sera con una torcia e li raccolgo a mano. Per gli attivi di giorno, li tolgo direttamente dalle foglie e li butto in un contenitore con acqua e sapone, non semplicemente lontano dalla pianta. Se il problema torna spesso o è pesante, uso un insetticida etichettato per quel coleottero specifico e seguo bene i tempi indicati in ეტichetta, perché alcune specie si trattano meglio al tramonto e altre durante il giorno. Evito di spruzzare su fiori aperti o quando le api stanno foraggiando.

Larve che mangiano le radici o il colletto insieme al danno fogliare

Come riconoscerla: Alla rosicchiatura delle foglie si aggiungono appassimento, crescita debole o una pianta che sembra soffrire più di quanto il danno visibile possa spiegare. È un quadro che vedo soprattutto con il punteruolo della vite e con altri coleotteri che hanno larve mangiatrici di radici. L’adulto fa danno sopra, la larva sotto. Non vale per tutti i coleotteri masticatori, ma va escluso quando il declino generale è troppo marcato rispetto ai buchi sulle foglie.

Il rimedio: Se la foglia è mangiata ma la pianta appassisce o perde vigore in modo strano, non aspetto il rinvaso programmato. Controllo con delicatezza la zona radicale e cerco larve o grubs, invece di dare per scontato che gli adulti visti sulle foglie siano l’unico problema. Se confermo la presenza di larve, i nematodi utili distribuiti nel terreno sono una soluzione mirata. Se non sono sicuro di quello che vedo, mi faccio aiutare da un vivaio serio o da un servizio fitosanitario locale per l’identificazione.

Come prevenirlo

Il modo più semplice per prevenire questi danni è guardare spesso la pianta, ogni pochi giorni nella stagione di crescita. Io controllo soprattutto il retro delle foglie e i rami bassi, quelli vicino al vaso e al terriccio. I bruchi, se li prendi quando sono pochi, spariscono in un attimo. Anche i coleotteri conviene fermarli presto, ma ricordo sempre che le uova spesso vengono deposte nel terreno, non sulle foglie. Per questo, se sospetto specie con larve nel suolo, controllo anche la zona radicale. Tengo pulito il giro del vaso, senza troppo fogliame secco o detriti, perché molti coleotteri usano quei punti come rifugio diurno. E quando mi viene il dubbio, una visita serale con la torcia mi chiarisce in fretta se qualcuno sta davvero mangiando la pianta.

Domande frequenti

Come distinguo il danno da bruco da quello dei coleotteri?

I bruchi tendono a lasciare buchi più irregolari e, a volte, scheletrizzano la foglia tra le nervature. Molti coleotteri fanno buchi più tondeggianti o tacche sul margine. Però ci sono eccezioni, come il coleottero giapponese, che può scheletrizzare le foglie di giorno e confondere tutto. Il frass è utile, ma non basta da solo. Il momento in cui vedi il danno e, se riesci, l’insetto stesso, sono i segnali più affidabili.

Il Bt è sicuro per api e insetti utili?

Sì, ed è uno dei motivi per cui lo apprezzo. Il Bacillus thuringiensis agisce sul sistema digestivo dei bruchi e non danneggia api, coccinelle, crisope o altri utili presenti sulla pianta. Va però usato solo se il problema sono davvero i bruchi, perché colpisce qualsiasi bruco che mangi le foglie trattate, anche quelli non dannosi, e non serve contro i coleotteri.

Ogni quanto devo controllare i bonsai per gli insetti masticatori?

Ogni pochi giorni in primavera e in estate è più che sufficiente per beccare il problema presto. Da me, con il caldo che arriva presto e l’autunno spesso ancora mite, continuo a fare controlli anche più avanti, soprattutto se la pianta è all’aperto e vicina a vegetazione spontanea, siepi o luci che attirano insetti.

Devo togliere le foglie già mangiate?

Di solito no, almeno non per la salute della pianta. Una foglia parzialmente mangiata continua a fotosintetizzare per la parte rimasta. Togliere le foglie molto scheletrizzate è soprattutto una scelta estetica. In più può aiutarmi a vedere meglio se ci sono ancora bruchi nascosti vicino.

Un’infestazione da questi insetti può uccidere un bonsai?

Da sola, raramente. Diventa un problema serio se è forte e si ripete per tutta la stagione, perché la perdita continua di superficie fogliare finisce per indebolire davvero l’albero. Un attacco leggero, ogni tanto, è molto più un fastidio estetico che una minaccia reale.

Devo trattare anche il terreno oppure basta la chioma?

Solo se sospetto larve che vivono nel suolo, di solito quando alla rosicchiatura si aggiungono appassimento o un declino che non torna con il solo danno fogliare. Per bruchi o coleotteri adulti che mangiano le foglie, in genere basta lavorare sulla chioma e rimuovere gli insetti a mano.

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