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Come potare un bonsai: guida pratica per principianti (io, Roberto)

Nel primo periodo la potatura va “storta” meno per tecnica sbagliata e più perché si taglia troppo, troppo in fretta, senza fare il passo indietro per guardare tutta la pianta.

Come potare un bonsai: guida pratica per principianti (io, Roberto)

Quasi tutti i principianti che ho seguito, in Calabria, all’inizio fanno la stessa cosa: con le forbici in mano partono subito a tagliare e non si fermano finché non vedono tutto “ordinato”. Capisco la voglia. Anche a me, la prima volta, sembrava che se il fogliame non fosse perfetto allora non stavo facendo bene.

Però un bonsai non è una siepe. “Tutto in ordine” non è l’obiettivo vero. L’obiettivo è una pianta che continui a vegetare bene e che, col tempo, migliori la forma, diventando più fine come ramificazione.

La buona notizia è che per partire la maggior parte del lavoro è potatura di mantenimento. È una cosa a basso rischio, che la pianta sopporta senza drammi se non esageri. Il lavoro più pesante, quello strutturale, cioè cambiare davvero impostazione o togliere parti importanti, è un’altra skill e si affronta dopo, quando hai preso confidenza con le forbici e con la risposta della tua pianta in stagione.

1) Parti con la potatura di mantenimento, non con i tagli strutturali

Da principiante, per me la regola è questa: quasi tutto ciò che fai deve essere mantenimento. Vuol dire lavorare sui nuovi getti con pizzicature o tagli leggeri per tenere sotto controllo la sagoma che hai già, invece di togliere rami “grossi” o cambiare il disegno del bonsai. In condizioni normali, la potatura di mantenimento si fa durante la fase vegetativa. Se la pianta è sana e vigorosa, e resti moderato, di solito lo stress è contenuto. I tagli strutturali sono un’altra storia: sono quelli in cui elimini un ramo intero o riduci in modo marcato, e se li fai nel momento sbagliato o con troppa “fretta” le conseguenze si vedono. Per questo, io consiglio sempre di aspettare almeno una stagione (spesso anche due) prima di passare ai tagli che cambiano davvero l’albero. Non perché sia difficile, ma perché devi capire come risponde il tuo specifico esemplare nel tuo clima e con la tua gestione.

2) Taglia sempre appena sopra un nodo o una gemma sana

Ogni taglio deve cadere appena sopra un nodo o una gemma sana. Non tagliare “a metà” tra un punto e l’altro, dentro l’internodo. Se tagli in mezzo, lasci uno spezzone senza punto di ripartenza vicino: quel tratto spesso muore comunque e la pianta riparte più in basso, ma il risultato diventa più lento e più sporco da gestire. Un altro dettaglio che guardo sempre, anche quando faccio potature rapide: verso della gemma. La gemma crescerà nella direzione in cui guarda. Se vuoi mantenere il bonsai compatto e bilanciato, di solito cerco gemme orientate verso l’esterno o comunque utili a costruire l’aria dentro la chioma, senza creare grovigli. È un lavoro “di progetto”, non solo di taglio.

3) Fermati spesso: guarda l’intero bonsai, non solo il ramo davanti a te

Questa è l’abitudine che separa chi pota con attenzione da chi finisce per togliere troppo. È facilissimo restare fissati sul singolo ramo che “sotto i tuoi occhi” sembra sbagliato. Ti avvicini, fai un taglio, poi un altro per correggere, poi altri due per rifinire… e quando finalmente ti fermi, ti accorgi che hai scavato una parte intera della chioma. Io faccio così anche dopo anni: ogni poche incisioni metto giù le forbici e faccio un passo indietro. Per i bonsai di dimensioni normali, intorno a un paio di metri va già bene, oppure quanto ti serve per vedere la silhouette. Guardi la forma generale, non la somma dei rami. In pratica, pensala come una cosa che fai in contemporanea: un occhio al taglio, uno alla forma. È sorprendente quanto sia facile perdere “la foresta per il rametto”.

4) All’inizio: meno è meglio, soprattutto quando sei incerto

L’errore più comune non è un taglio “sbagliato”. È fare troppi tagli buoni nella stessa sessione. Quando togli tanto fogliame in una volta sola, la pianta viene stressata e può rallentare o ridurre la spinta per il resto della stagione, soprattutto se il bonsai non è ancora ben stabilizzato o non è in grande vigore. Se sei indeciso su un taglio, per me la risposta è quasi sempre una: lascia perdere e riprendi alla prossima sessione. Così non ti giochi la crescita di quella fase. Tagliare ancora dopo è sempre possibile. Rimettere indietro un ramo tolto no. In estate, con il caldo che in Calabria arriva in fretta, io sono ancora più conservativo con qualsiasi intervento che toglie vegetazione in modo deciso. Un bonsai stressato si vede subito, e non conviene “compensare” con tagli extra.

5) Usa attrezzi affilati e puliti

Forbici poco affilate non tagliano davvero. Schiacciano il ramo o il germoglio invece di farne un taglio netto. Questo rovina i tessuti intorno al punto di taglio, rallenta la cicatrizzazione e, in certi casi, può diventare anche una porta d’ingresso per problemi fungini o di parassiti. Io tengo le forbici sempre in ordine e, tra un albero e l’altro, pulisco le lame. Se ho lavorato su qualcosa che aveva segnali di problemi (anche solo dubbio), non rischio: pulizia accurata prima di passare alla pianta successiva. È un dettaglio che sembra piccolo, ma dopo qualche settimana la differenza si nota: un taglio fatto bene chiude meglio e resta più ordinato. Un taglio schiacciato spesso rimane “brutto” per mesi, e non aiuta il lavoro di raffinamento della forma.

Domande frequenti

Quanto di un bonsai posso potare in una volta sola senza rischiare troppo?

Come riferimento per una pianta sana e abbastanza vigorosa, io eviterei di togliere più di circa un terzo del fogliame in un’unica sessione. Se il bonsai non è in gran forma, scendi ancora e resta più leggero. Consideralo un punto di partenza, non una legge fissa per ogni specie e condizione. In generale, la potatura di mantenimento dei nuovi getti è più “tranquilla” rispetto a rimuovere rami già formati.

Che strumenti mi servono davvero per iniziare a potare?

Per partire ti basta una buona coppia di forbici da bonsai, soprattutto per la potatura di mantenimento. Non serve comprare un “carrello” al primo giorno. Pinzatori/coni concavi e simili diventano utili quando passi a lavori strutturali più pesanti, ma per l’avvio non sono indispensabili.

Devo sigillare i tagli quando poto?

Con tagli piccoli di mantenimento, nella maggior parte dei casi molte specie cicatrizzano senza bisogno di sigillante. I tagli grandi o strutturali, invece, di solito beneficiano di pasta cicatrizzante per ridurre il rischio di infezione e favorire la chiusura della ferita. Detto questo, dipende dalla specie: alcuni coniferi (per esempio il larice) chiudono bene da soli e non richiedono necessariamente protezione. Prima di dare per scontato, io verifico sempre su che pianta sto lavorando.

Come capisco se ho potato troppo?

I segnali tipici sono: poca o nessuna emissione di nuovi germogli per il resto della stagione, fogliame più scarso e aspetto stressato. Nei casi più seri, si può anche vedere un ritorno del secco oltre il punto che avevi tagliato. Se succede, io mi fermo del tutto con le potature, faccio solo gestione ordinaria e lascio riprendere la pianta prima di fare altro.

Posso potare un bonsai in qualunque periodo dell’anno?

Per molte specie, una potatura leggera durante la crescita attiva va bene. I tagli strutturali invece sono più delicati e dipendono dalla specie e dal timing. In genere, per le latifoglie si lavora spesso meglio a fine inverno o inizio primavera, prima che riparta la vegetazione. Per molti sempreverdi/conifere, invece, spesso conviene intervenire in autunno o in inverno. Le piante da fiore seguono finestre legate all’emissione delle gemme, quindi prima di un taglio strutturale importante conviene controllare la specie specifica.

Perché i miei tagli “muoiono indietro” oltre il punto in cui ho tagliato?

Di solito il motivo è che il taglio è finito a metà dell’internodo e non appena sopra a un nodo o una gemma. Così lasci uno spezzone senza un punto di ripartenza vicino. Anche forbici non abbastanza affilate possono peggiorare la cicatrizzazione, perché schiacciano i tessuti. La prossima volta rifai il taglio pulito appena sopra il nodo o la gemma sana più vicina.

Pizzicare è la stessa cosa che potare?

Non proprio. La pizzicatura è una forma più leggera di potatura di mantenimento, fatta con le dita su nuovi getti ancora morbidi, senza usare le forbici. È un metodo comune per pini e molte specie di ginepro. Per molte altre specie, invece, si usa più spesso il taglio con forbici o cesoie, quindi cosa scegliere dipende anche dalla specie che hai davanti.

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