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Bonsai con crescita “molle”: germogli nuovi, sottili e allungati

Germogli lunghi, chiari e con internodi larghi di solito dicono una cosa sola: il bonsai sta cercando luce e non ne trova abbastanza.

Bonsai con crescita “molle”: germogli nuovi, sottili e allungati

Il termine tecnico è etioliazione. Quando la vedi una volta, poi la riconosci subito. Gli internodi diventano più lunghi del normale per quella specie, le foglie nuove restano più piccole e più pallide del resto della chioma, e i rametti sono così sottili che si piegano sotto il loro stesso peso.

Succede perché il sistema ormonale della pianta spinge in quella direzione. In poca luce l’auxina, concentrata sulla punta del germoglio, favorisce l’allungamento delle cellule più della loro ispessimento. Risultato: cresce in lunghezza, ma perde forza. Da noi al Sud lo vedo spesso su piante tenute dietro una finestra d’inverno, su talee e giovani piante lasciate su un davanzale che a noi sembra luminoso ma per una pianta non lo è affatto, e sui decidui che stanno facendo il primo getto di primavera dentro casa invece che all’esterno.

Qui vale la pena dirlo senza giri di parole: i decidui temperati, i pini, i ginepri e la gran parte dei bonsai da esterno non vanno svernati in casa. Hanno bisogno del loro riposo stagionale fuori, al freddo. Tenerli in un ambiente caldo e poco luminoso durante l’inverno è un errore di coltivazione già di per sé. La crescita allungata spesso è solo il primo segnale che la pianta è nel posto sbagliato.

In bonsai la cosa pesa più che su un arbusto da giardino, perché la ramificazione fine dipende da internodi corti. Se un tratto nasce sotto poca luce, quella distanza tra una gemma e l’altra se la porta dietro. Puoi accorciare dopo, certo, ma quel tratto rimane più grosso e più largo del resto. E in una chioma costruita bene questo si vede per anni. Io lo noto subito quando mi portano una pianta che ha passato troppo tempo in casa: non è solo ‘allungata’, è proprio meno credibile come bonsai.

Cause probabili

Luce insufficiente

Come riconoscerla: La nuova crescita è più lunga e più sottile del normale, con spazi grandi tra le foglie. Spesso si piega verso la finestra o verso il varco da cui arriva la luce. Il colore tende al verde chiaro o al giallino, non al verde pieno della vegetazione matura, e i tessuti sono teneri, facili da piegare.

Il rimedio: Sposta la pianta nel punto più luminoso che hai. All’aperto, di solito vuol dire pieno sole o quasi, per la specie che stai coltivando, non l’ombra leggera sotto un albero o vicino a un muro. Se la luce arriva da un solo lato, ruota il vaso di un quarto di giro ogni pochi giorni, così eviti che la pianta si inclini sempre dalla stessa parte. Se deve stare in casa nei mesi freddi, serve una vera lampada da coltivazione accesa per 10-12 ore al giorno. La luce di una finestra, anche se sembra tanta a occhio, quasi mai basta.

Troppo azoto, poca luce

Come riconoscerla: La pianta viene concimata con regolarità, anche in modo generoso, ma resta in una posizione più buia di quanto la specie richieda. Il risultato è una crescita tenera, tirata e troppo ricca di foglia rispetto al resto del bonsai. È un caso che vedo spesso con chi segue il calendario del concime senza guardare davvero dove vive la pianta.

Il rimedio: Il concime va adattato alla luce, non al calendario. Se il bonsai è in ombra parziale o in casa, il nitrogeno va ridotto parecchio. Va nutrito come se fosse quasi in pausa, perché con poca luce il concime non viene trasformato in crescita sana. Produce solo altro allungamento debole. Quando la pianta torna in piena luce, puoi riprendere una concimazione normale. La differenza, di solito, si vede in fretta.

Auto-ombreggiamento per chioma troppo fitta

Come riconoscerla: La crescita filata non è uniforme su tutta la pianta. Si concentra dentro la chioma o sui rami bassi, mentre la parte esterna sembra compatta e in ordine. Qui il problema non è la luce generale del posto, ma la struttura stessa della pianta, che si fa ombra da sola. Succede spesso su aceri, olmi e su specie con foglia fitta che non vengono sfoltite da un po’.

Il rimedio: Va aperta la chioma, non spostato il vaso. Se la luce del luogo è già buona, il problema è interno. Elimina i rami che si incrociano e dirada le foglie in eccesso sulla parte esterna, così la luce entra davvero fino all’interno. Io lo considero manutenzione normale, non un intervento straordinario. Meglio farlo un paio di volte durante la stagione di crescita, non aspettare che il centro della chioma diventi lungo e vuoto.

Come prevenirlo

Dai alla pianta la luce più forte che la specie tollera davvero, non solo il posto più comodo per te. Quando sposti un bonsai dall’inverno in casa di nuovo fuori, aumenta la luce in modo graduale. Questo conta molto, soprattutto per specie sensibili al sole diretto e per il materiale cresciuto indoor, che va abituato in un paio di settimane prima di prendere sole pieno. Anche qui, nel Sud Italia, la primavera può bruciare parecchio se il passaggio è brusco. Regola il concime su quello che la pianta può usare davvero. Se sta in piena luce durante la stagione di crescita può reggere una concimazione normale. Se finisce in un punto più buio, in casa o in una zona più ombreggiata del giardino, il concime deve scendere insieme alla luce. E tieni la chioma aperta con sfoltiture regolari. Una chioma troppo chiusa finisce per ombreggiare se stessa, e alla fine il problema è sempre la luce, solo che se la crea la pianta da sola.

Domande frequenti

Devo potare i germogli filati?

Sì, ma solo dopo aver sistemato la luce. Taglia i getti allungati fino a un nodo sano, vicino al punto in cui la crescita torna normale. Se poti prima di correggere la causa, la pianta reagisce con un altro giro di crescita debole e allungata. Prima la causa, poi la potatura.

Che cosa significa davvero etioliazione?

È il termine botanico per la crescita allungata e pallida che compare quando una pianta riceve poca luce. Il sistema ormonale la spinge a cercare condizioni migliori allungando le cellule, ma paga questa spinta con foglie più piccole, meno clorofilla e fusti più deboli. Ecco perché quei germogli sembrano tirati e sbiaditi.

Mi rovina per sempre tronco o ramificazione?

Lo spazio tra gli internodi di quel tratto si fissa quando il germoglio indurisce. In questo senso sì, quel pezzo resta più grosso e più largo. Non è quasi mai una tragedia su una pianta giovane, perché puoi rientrare con il taglio e costruire nuova ramificazione dai germogli più indietro. Su un ramo già scelto per il dettaglio fine, però, ti fa perdere tempo, spesso una stagione o due.

È più un problema da interno o da esterno?

Soprattutto da interno, o comunque da poca luce. La maggior parte dei casi che vedo riguarda piante tenute in casa durante l’inverno. All’aperto, anche in una giornata nuvolosa, la luce è di solito molto più forte di quella di un normale ambiente domestico. Una pianta che fuori stava bene può iniziare a filare già dopo poche settimane in salotto.

Quali specie filano più facilmente?

Le specie vigorose e veloci, come ficus, ligustro e olmo, mostrano il problema prima perché spingono continuamente nuovi getti e lo fanno con la luce che hanno. Le specie più lente, come molti pini e ginepri, filano lo stesso se la luce è scarsa, ma spesso te ne accorgi più tardi perché crescono già con più calma.

Quanta luce serve davvero a un bonsai?

Come regola pratica, la maggior parte delle specie da pieno sole vuole diverse ore di sole diretto al giorno. Anche le specie più tolleranti all’ombra hanno bisogno di molto più della luce di una stanza normale. Se una pianta sta in casa, la lampada da coltivazione non è un ripiego: va considerata attrezzatura di base. Per quasi tutta la stagione di crescita, la sola luce di una finestra non basta.

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