WeBonsai
Tutte le specie

Acero Deshojo (bonsai)

Acer palmatum 'Deshojo'

Il Deshojo si coltiva per una cosa sopra tutte le altre: la nuova crescita primaverile esce di un rosso brillante, quasi laccato, e per le prime settimane della stagione l’intera chioma sembra andare a fuoco prima di calmarsi verso il verde con l’arrivo dell’estate. È uno dei cultivar di acero giapponese che vendo di più proprio per questo motivo, ma la colorazione primaverile è anche la parte che la gente sbaglia più spesso, o tenendolo troppo in ombra in generale, o lasciando la crescita tenera esposta a un sole abbastanza duro da scottare proprio le foglie che si vuole mostrare.

Acero Deshojo (bonsai)
Acquista questa specie

L’Acer palmatum ‘Deshojo’ è un cultivar selezionato del comune acero giapponese, e sotto il colore primaverile è ancora la stessa specie con le stesse esigenze di base: vuole una vera dormienza all’esterno, un substrato costantemente umido ma ben drenato, e costruisce ramificazione fine allo stesso modo di qualsiasi acero giapponese, con pizzicature ripetute dei nuovi getti nel corso della stagione. Se hai già coltivato un acero giapponese normale, gran parte di quello che sai vale direttamente anche qui. Quello che cambia è il motivo per cui la gente pianta il Deshojo, e questo influisce sul modo in cui si ragiona su luce e, in misura minore, concimazione.

La colorazione rossa primaverile è il punto centrale di questo cultivar, e non dura a lungo. Le nuove foglie escono di un rosso saturo, che tende all’arancio-rossiccio, mantengono quel colore per qualche settimana finché sono giovani e tenere, poi virano gradualmente verso il verde man mano che maturano tra tarda primavera ed estate, a volte lasciando una sfumatura rossastra ai bordi durante la stagione, a seconda dell’albero e di quanto sole prende. Molti coltivatori ottengono un secondo, più leggero, ritorno di colore quando l’albero produce nuovi getti dopo la potatura estiva, e poi il vero colore autunnale sopra a tutto questo, tra ottobre e novembre. Vale la pena conoscere questo ciclo in anticipo, perché un Deshojo in pieno luglio somiglia a un normale acero verde, ed è normale, non un segno che l’albero abbia perso il suo carattere o sia tornato al tipo selvatico.

Cura

Luce

Dai al Deshojo una luce esterna intensa, idealmente con sole del mattino e un po’ di protezione dal caldo intenso del pomeriggio nei climi caldi. Un’ombra profonda e prolungata può ridurre il vigore generale e smorzare il colore primaverile, ma non inseguire un rosso più forte esponendo la tenera crescita primaverile a un sole duro e non filtrato; quelle foglie giovani sono morbide e inclini alla scottatura, e spingerle verso una luce intensa per il colore rischia più di bruciarle o sbiadirle che di approfondire il rosso. L’equilibrio pratico su cui atterrano la maggior parte dei coltivatori è un buon sole del mattino e delle prime ore durante il getto primaverile, con protezione nella parte più dura della giornata, poi la stessa routine di ombra pomeridiana di qualsiasi altro acero giapponese una volta che il caldo estivo si stabilizza davvero.

Annaffiatura

Le esigenze idriche seguono da vicino l’acero giapponese normale: tieni il substrato uniformemente umido durante la stagione di crescita e non lasciarlo asciugare del tutto, perché l’apparato radicale fine non tollera bene lo stress da siccità e le foglie giovani e sottili appassiscono in fretta appena il vaso si asciuga. Il drenaggio conta comunque quanto quell’umidità costante, e in un vaso piccolo con il caldo mi aspetto di controllare un Deshojo almeno una volta al giorno, a volte due durante una vera ondata di caldo, come per la specie in generale.

Temperatura e rusticità

Il Deshojo ha bisogno di una vera dormienza invernale all’esterno come qualsiasi acero giapponese, e non va spostato in casa per sfuggire al freddo. È ragionevolmente rustico nel complesso, anche se il vaso in sé merita protezione da gelate dure e prolungate, perché un contenitore poco profondo da bonsai espone le radici più di quanto farebbe la piena terra. Il rischio stagionale che conta di più giorno per giorno è la gelata tardiva che colpisce l’albero subito dopo l’emissione del getto primaverile, perché quella nuova crescita rossa è tenera e sensibile al gelo esattamente come qualsiasi nuova crescita di acero, quindi vale la pena guardare le previsioni fino a inizio primavera invece di dare per scontato che una settimana calda anticipata significhi che l’inverno è finito.

Substrato e vaso

Un mix ben drenante ma capace di trattenere umidità si adatta al Deshojo esattamente come a qualsiasi acero giapponese, dato che la pianta vuole umidità costante senza restare bagnata. I mix a base di akadama, spesso con un po’ di pomice aggiunta per il drenaggio, sono una scelta diffusa perché l’akadama offre una combinazione utile di ritenzione idrica e drenaggio mantenendo una struttura adatta, anche se come ogni mix a base di akadama va rinnovato con il normale ciclo di rinvaso invece di lasciarlo degradare all’infinito. Niente nell’abitudine del getto rosso cambia il fabbisogno di substrato; qui siamo nel territorio standard dell’acero giapponese.

Concimazione

Concima durante la stagione di crescita una volta che le foglie primaverili si sono indurite, riducendo man mano che si avvicina l’autunno, lo stesso programma di qualsiasi acero giapponese. L’azoto alto, specialmente spinto forte a inizio primavera, tende a favorire una crescita grossolana e internodi più lunghi sui bonsai di acero in generale, il che lavora contro l’aspetto fine e compatto che vuoi da un albero rifinito, quindi preferisco una concimazione moderata e costante rispetto a dosi pesanti iniziali. Il vigore generale della pianta conta più di qualsiasi finezza legata al colore, perché un albero debole o stressato non colorerà bene a prescindere dal programma di concimazione.

Potatura e filo

La costruzione della ramificazione segue l’approccio standard dell’acero giapponese. Su alberi già rifiniti, pizzica i getti forti selezionati man mano che si allungano; su alberi ancora in fase di costruzione di rami o tronco, lascia allungare prima di tagliare, perché pizzicare ripetutamente un albero non sviluppato lo indebolisce nel tempo invece di aiutarlo. Una cosa che vale la pena sapere sul Deshojo in particolare è che una potatura strutturale o di rifinitura legittima innesca un nuovo flusso di getti, e quella nuova crescita spesso arriva con una versione più leggera del rosso come piacevole effetto collaterale, anche se non è un buon motivo per potare un albero che altrimenti non ne ha bisogno. I tagli strutturali più pesanti si fanno meglio in estate o a inizio autunno piuttosto che a fine inverno, perché l’acero sanguina parecchia linfa se tagliato mentre è pienamente dormiente. Metti il filo sulla crescita giovane e flessibile come al solito, e controllalo spesso perché la corteccia dell’acero segna facilmente e quella del Deshojo non è più dura della norma della specie.

Rinvaso

Rinvasa con lo stesso ciclo dell’acero giapponese in generale: ogni uno o due anni quando è giovane, allungando l’intervallo man mano che l’albero matura, sempre a inizio primavera appena prima della ripresa delle gemme. Niente nel tratto del colore cambia il comportamento delle radici, quindi tratta l’apparato radicale fine e fibroso con la stessa cura che useresti su qualsiasi acero, pettinandolo piuttosto che rastrellandolo con forza a meno che tu non sappia già che quell’albero risponde bene a un lavoro radicale più aggressivo. Tieni una pianta appena rinvasata al riparo da sole forte e vento per un paio di settimane, perché è più vulnerabile alla scottatura fogliare proprio nel momento in cui vorresti averla in buona luce per il colore.

Problemi comuni

La delusione più comune che sento riguardo al Deshojo non è una malattia, è un colore che arriva più spento del previsto, e mentre la luce insufficiente è una possibile causa, il colore varia anche con la genetica individuale dell’albero, con la fase del ciclo stagionale, con il meteo, il caldo e il vigore generale, quindi vale la pena guardare il quadro d’insieme invece di dare per scontata una sola causa. La scottatura sulle nuove foglie rosse è un problema diverso ma collegato, che si presenta come chiazze rinsecchite o sbiadite quando un getto primaverile tenero viene colpito da sole non filtrato, carenza d’acqua o vento secco prima di aver avuto il tempo di indurirsi, e una gelata tardiva in primavera può anche annerire questa nuova crescita morbida. A parte questo, il Deshojo è soggetto agli stessi problemi dell’acero giapponese in generale: afidi sui nuovi getti in primavera, caduta o appassimento fogliare per scarsa o eccessiva irrigazione con il caldo estivo, e macchie fungine in condizioni umide e poco ventilate. Nessuno di questi è specifico del cultivar; sono la normale diagnostica dell’acero, e il tratto del colore in sé non rende la pianta più incline alle malattie.

Stile

Il Deshojo si adatta agli stessi stili decidui rifiniti per cui è noto l’acero giapponese in generale, eretto informale e broom in particolare, dove l’obiettivo è una rete di ramificazione fine e uniforme una volta cadute le foglie in inverno. La considerazione extra con un cultivar da colore è programmare l’esposizione: chi vuole mostrare un Deshojo al suo meglio pianifica attorno al getto primaverile in modo specifico, e una potatura estiva fatta per ragioni strutturali legittime porta spesso una seconda, più piccola, ondata di rosso come bonus piuttosto che trattare la primavera come l’unica finestra colorata. Altri cultivar a getto rosso primaverile, come Seigen e Beni Chidori, hanno un loro tono e una loro tempistica, e se stai scegliendo tra loro per un’esposizione specifica o una misura di vaso, vale la pena vederne più di uno dal vivo prima di decidere, perché le differenze possono essere sottili e variare da albero ad albero.

Domande frequenti

Perché il colore primaverile del mio acero Deshojo è arrivato debole o spento?

La luce è un fattore, ma non l’unico. Un’ombra profonda e prolungata può smorzare il colore e ridurre il vigore generale, ma l’intensità del colore dipende anche dalla genetica individuale dell’albero, dalla fase del ciclo stagionale, dal meteo e dalle condizioni generali di coltivazione, quindi vale la pena guardare il quadro d’insieme invece di dare per scontato che sia sempre colpa della luce. Dai alla pianta una luce esterna intensa con un po’ di sole del mattino come punto di partenza, senza spingere la crescita primaverile tenera in un sole duro e non filtrato per forzare un rosso più intenso.

Perché il mio Deshojo è diventato verde d’estate? È normale?

Sì, del tutto normale. Il rosso è un tratto della crescita nuova e giovane in particolare, e matura verso il verde man mano che le foglie si induriscono tra tarda primavera ed estate. La maggior parte dei Deshojo sembra un normale acero giapponese verde a metà estate, con il colore che torna in una certa misura in autunno.

In cosa si differenzia il Deshojo da altri cultivar rossi di acero giapponese come il Seigen?

Sono simili nell’effetto, entrambi apprezzati per il colore primaverile vivido, ma ogni cultivar ha il suo tono, la sua tempistica e il suo carattere fogliare particolari. Le differenze possono essere sottili e variare da albero ad albero, quindi vederli fianco a fianco vale più di leggere una descrizione se devi scegliere tra loro.

Posso ottenere un secondo getto di colore rosso sul Deshojo più avanti nella stagione?

Spesso sì, almeno in una certa misura. Una potatura strutturale o di rifinitura legittima innesca un nuovo flusso di getti, e quella ricrescita porta spesso una versione più leggera del rosso primaverile come piacevole effetto collaterale. Vale la pena potare prima per il beneficio strutturale piuttosto che tagliare un albero che non ne ha bisogno solo per inseguire più colore.

Il Deshojo ha bisogno di annaffiatura o substrato diversi da un normale acero giapponese?

No. Il tratto del colore non cambia il comportamento delle radici né il fabbisogno idrico. Tieni il substrato uniformemente umido durante la stagione di crescita in un mix ben drenante ma capace di trattenere acqua, esattamente come per l’acero giapponese in generale.

L’acero Deshojo è più difficile da curare di un normale acero giapponese?

Non fondamentalmente, ma richiede più attenzione al posizionamento della luce in particolare. Stai bilanciando abbastanza sole per colorare bene il getto primaverile con la protezione di quelle stesse foglie giovani e tenere dalla scottatura, che è una linea un po’ più sottile da seguire rispetto a un semplice acero giapponese verde.

Ancora dubbi?

Inviaci una foto su WhatsApp e ti aiutiamo a capire.

Scrivici su WhatsApp

Consigli generali basati su oltre 20 anni di pratica. Ogni albero e ogni clima sono diversi — nel dubbio, chiedici.